Testo di Stefano Bernuzzi

I NUOVI ALBERGHI ALLA FIERA MILANO
   Testo di Stefano Bernuzzi

Una grande V nera sta sorgendo tra il nuovo polo fieristico e le cittadine di Rho e di Pero, una moderna porta di ingresso verso l'hinterland milanese in continua (e futura) espansione.
Proseguono a buon ritmo i lavori di costruzione, iniziati a fine novembre 2006, per la realizzazione delle due torri-albergo di proprietà della Fondazione Fiera MIlano a poche decine di metri dall'ingresso principale di FieraMilano. Il progetto firmato da Dominique Perrault prevede due torri a pianta quadrata di circa 25 metri di lato e alte rispettivamente 72 e 65 metri, inclinate di circa 5 gradi dalla verticale e rivolte verso la Fiera e la città di Milano, aprendo un cannocchiale ottico che attraversa la pianura lombarda verso le prealpi. Queste caratteristiche danno già forti valenze simboliche legate all'area ex-industriale in cui sorgono, agli elementi esistenti fieristici che andranno a completare in un grande sistema e alla relazione con le città dell'intorno.
Contrariamente a ciò che ci si potrebbe aspettare le due torri si presentano come un'organismo in continuo movimento dato oltre che dall'inclinazione anche dalla superficie specchiante con un rivestimento in gres-vetro di colore nero, dalle ampie vasche d'acqua che circonderanno i due edifici e dalle circa 1200 finestre di diverse dimensioni disposte sulle facciate in modo irregolare. Tra le torri si inseriscono due corpi rifiniti con una superficie dorata: il primo, a forma di croce, costituisce l'entrata comune ai due hotel (tre e quattro stelle) rivolto verso l'ingresso della Fiera, mentre il secondo, circolare, posto sul retro del complesso rappresenta la torre impianti e contiene le vie di fuga che servono entrambe le torri.
L'architetto francese, in una recente conferenza stampa, ha ribadito la volontà di forza, coraggio e libertà dato dallo sbalzo in avanti delle torri, una simbolica V di Vittoria alla porte di Milano ma anche una moderna rivisitazione della torre medievale, isolata, compatta e dalla forte inerzia termica. L'uso dei materiali e delle tecnologie moderne rende gli edifici passivi rispetto all'esterno, le facciate ventilate garantiscono risparmio energetico e questa doppia superficie leggermente sfalsata tra muratura inclinata e vetrate verticali crea un brise-soleil naturale grazie alle ombre portate senza aggiungere ulteriori elementi esterni.
Il complesso di edifici si presenta così compatto e unitario, un forte landmark che caratterizzerà ulteriormente, a partire dall'autunno del 2008 quando si completeranno i lavori, quest'area già fortemente segnata dalla Fiera di Fuksas.